Analisi volante della f1

Aggiornato il: giu 1


Tutti noi quando sentiamo dire “volante” pensiamo a quel mezzo che serve a far spostare le ruote cambiando direzione alla macchina, ma quello utilizzato in F1 non è solo questo. Possiamo considerarlo un vero e proprio computer di bordo dotato di bottoni, rotelle, leve e luci.



Ormai viene naturale pensare ad un'auto con tutte le funzioni a portata di mano, ma questo non è un concetto per nulla scontato. La costruzione di ogni singolo volante, in particolare nel settore automobilistico, richiede il lavoro di un team formato da designer meccanici, elettrici e tecnici di cablaggio. Si considera quindi un processo di produzione che impiega molto tempo e denaro, data l'alta frequenza con cui un pilota cambia volante in una stagione, all'incirca tre o quattro.


Gli attuali volanti di Formula 1, dagli ultimi dieci anni circa , racchiudono in se centinaia di funzioni, che vengono attivate tramite una trentina di pulsanti, e visualizzate attraverso un display corredato da spie luminose. Sono stati studiati in modo tale da minimizzare le azioni di disturbo del pilota.


Al centro è situato il display multifunzione. Permette di leggere informazioni in tempo reale di quello che sta accadendo, come la marcia inserita o il tempo al giro.


Nella parte superiore sono poste le spie led indicanti i giri motore o il momento in cui attivare il DRS (Drag Reduction System che permette nei tratti rettilinei di avere vantaggi aerodinamici rispetto all'auto che ti precede).

Nella zona laterale le lucette indicano, con i relativi colori, le bandiere che stanno sventolando a lato della pista.


Ma quello di cui tanto si parla sono i famosi manettini, tramite i quali si può accedere ai settaggi della parte ibrida, alla mappatura del motore, alla regolazione del volume dell'audio o ai vari menù del display.

I pulsanti che permettono di regolare le diverse funzioni sono programmabili in qualsiasi momento in base al circuito o, più semplicemente, dal tipo di pilota. La programmazione può essere fatta collegando un calcolatore portatile alla vettura o inserendo, direttamente dai box, i dati necessari.


Tra tutte queste funzionalità, quello che è apparso per primo e ha iniziato una rivoluzione, che ad oggi ha dell'incredibile, è il pulsante “radio”. Lo si preme per instaurare una comunicazione tra box e pilota.

La sua presenza sul volante risale al 1984 con l'utilizzo dell'interfono. In seguito si passò alle radio bidirezionali, al criptaggio delle comunicazioni , alle trasmissioni radio via satellite (che permettevano l'invio, oltre che della voce, di dati telemetrici delle vetture), e infine, grazie alle grandi evoluzioni tecnologiche, all'avere dati, telemetrie e voce in HD sulle monoposto.


Nel corso degli anni, con l'avvento della tecnologia digitale, dell'elettronica e il miglioramento della meccanica, ci è possibile apprezzare più da vicino, direttamente dai nostri salotti di casa, quello che questo travolgente sport ha da offrirci.


Syria La Corte



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