Il viaggio online - La mia prima esperienza su internet

La quantità di cose che facciamo su internet al giorno d’oggi è enorme: compriamo online, ci arrivano notifiche di nuovi messaggi Whatsapp, guardiamo film in streaming, ci connettiamo con chiunque in qualsiasi momento della giornata. Tutto bellissimo, ma voi, vi ricordate la vostra prima esperienza su internet?

Oggi cercherò di ricordare la mia prima esperienza su internet e posso garantirvi che non me la ricordo come se fosse ieri. Credo sia molto difficile ricordarsi esattamente la nostra “prima volta” (vi sfido a farlo), data la moltitudine delle nostre attività in rete; tuttavia, credo sia abbastanza facile ricordarsi come abbiamo iniziato ad approcciarci a questo nuovo mondo.

Ho iniziato ad utilizzare il web intorno agli 8/9 anni, forse per qualcuno è tardi, forse per qualcuno è presto, ma tutto è relativo. Mi incuriosivano molto i viaggi, sognavo un giorno di poter visitare molti dei luoghi che avevo sempre visto in televisione o sulle cartoline. Tuttavia quell’attimo fuggente, quell’istante che rappresenta una fotografia, che sia in televisione o su un pezzo di carta, non consuma tutta la curiosità di un bambino, serviva qualcosa di più. In rete, invece, potevo farmi un’idea più ampia di come si sarebbero potuti manifestare quei luoghi davanti a me, un giorno. E così, con una di quelle chiavette internet che ci proiettavano in rete, tra una ricerca e l’altra, tra un luogo e l’altro di Google Earth io scoprivo cose che prima avevo visto superficialmente e quello che mi muoveva era sempre la curiosità. Brasile, Stati Uniti, Cina, Giappone, con la mente e con la street view potevo ritrovarmi ovunque, in qualsiasi istante, con un click.



Un aspetto molto importante delle mie prime esperienze su internet proviene sicuramente dai nuovi metodi di comunicazione che si stavano sviluppando in quegli anni. Whatsapp e Facebook sono tra le molte piattaforme che stavano alimentando questo nuovo modo di comunicare. Iniziavamo a parlare con i nostri amici anche quando non erano fisicamente con noi, ci scambiavamo foto, pensieri, messaggi vocali su Whatsapp, videochiamate su Skype o Messenger, e molto altro. Questo, in confronto a cosa facciamo abitualmente noi oggi è una briciola e forse di quanto è cambiato il mondo digitale ce ne rendiamo veramente conto adesso. Stiamo vivendo un momento difficile, ci manca il contatto con le persone, soprattutto con quelle a noi care. Pensiamo che dieci anni fa, se avessimo vissuto questa emergenza da covid-19, non avremmo potuto vedere facilmente attraverso uno schermo i nostri familiari, i nostri amici, che si trovano a distanze più o meno grandi da noi, videochiamandoli; dieci anni fa non avremmo potuto seguire senza troppi problemi le lezioni da casa, non avremmo potuto partecipare a sessioni d’esami a distanza senza avere in testa il magone di incappare in assembramenti umani e inevitabilmente avremmo perso un tempo a noi oggi indefinito della nostra vita. In sostanza, la rete, in questi mesi, ci sta salvando da un esaurimento nervoso.


Lo si capisce quando si vede una nonna distante 1000 km dai suoi cari familiari, distante 1000 km dalla propria vita, commuoversi in videochiamata con i propri figli e nipoti, ora più consapevole di quante cose belle ci ha regalato e ci sta regalando internet. Si capisce quella curiosità mista all’incredulità che avevamo da bambini smanettando nel “nuovo” mondo della rete, che entra anche dentro chi, da quel mondo, vuole starci lontano.


By Nicolas Azzarito.


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