L'importanza del simulatore nel mondo delle corse

Mai come in questo periodo si è sentito parlare degli Esport, dall'inglese Eletronich sports, vale a dire tutte le competizioni di videogiochi a livello agonistico. Un modo di fare sport completamente digitale, che ha avuto una crescita negli ultimi anni grazie all'aumentare della potenza delle piattaforme hardware.

Sono stati creati sistemi elettronici ed informatici che hanno portato alla realizzazione di piattaforme di gioco virtuali, alle quali è possibile giocare sia individualmente che a squadre.


Nel 2017 per portare ad un livello superiore il videogioco ufficiale di Formula1, coinvolgendo un numero sempre maggiore di giocatori e appassionati, è stato creata la Serie Esport di Formula 1.

Le maggiori scuderie hanno offerto posti nella formazione ufficiale dei piloti Esport e l'adesione da parte del pubblico è stata strabiliante, oltre 66 mila partecipanti.

Si parte dalle qualificazioni, per passare alla gara, fino ad arrivare alla proclamazione del pilota e della squadra campione del mondo. Si tratta di un vero e proprio campionato online.


Per poter giocare sono necessari una console o un PC e possedere il videogioco F1 2019. Questo è il motivo per cui praticare sport elettronici è decisamente meno costoso che correre in pista con una vera macchina da corsa.



I piloti online non sono gli unici a toccare con mano le piattaforme digitali, è dai “veri” piloti che tutto è cominciato. L'allenamento prevede sia una serie di test in pista sia una parte dedicata al simulatore, la convergenza tra questo ultimo e la realtà è sempre più marcata.

Tutti i grandi team del motorsport investono in questo settore perché la precisione con cui si riescono a ricreare vibrazioni e movimenti dinamici fedelissimi a quelli che avvengono in pista, permettono un analisi più accurata e quindi un miglioramento della vettura.

Questi dispositivi vengono utilizzati anche in realtà minori del motorsport, che predispongono programmi di simulazione per tenere in allenamento i propri piloti, far loro imparare tracciati sconosciuti, poter acquisire una migliore sintonia con la macchina e valutarne le prestazioni organizzando confronti diretti alla pari.




I simulatori sono in grado di ricreare anche molte delle sensazioni che si vivono nell'abitacolo: l'adrenalina, la paura, il coraggio, ma soprattutto la voglia di competere con gli altri, dimostrando le proprie abilità.


E' stato durante questi mesi in cui siamo rimasti a casa, data l'emergenza Covid-19, che hai piloti è venuta nostalgia delle corse ed è così che si è deciso di organizzare un campionato virtuale che andasse a sostituire, per quanto possibile, quelle reale.

Tra i piloti che si sono dati battaglia troviamo Charles Leclerc, Antonio Giovinazzi, Lando Norris e George Russel, ma anche personaggi famosi di altri sport.


Uno degli aspetti forse più importanti di queste virtual racing, è stato la possibilità di seguire le dirette dalle postazioni dei protagonisti e cogliere la grande concentrazione che si deve avere per correre in virtuale. Senza dimenticare il grande utilizzo delle piattaforme digitali che, alcun anni fa, non avrebbero permesso la visione di queste competizioni.


Syria La Corte



#VirtualGP #esportf1 #simulatoreF1 #RivoluzDigiatale

11 visualizzazioni

©2020 di LA NUOVA FRONTIERA DELL'AUTOMOTIVE.